LA FARFALLA IMPAZZITA – (2024)
La “farfalla impazzita”. Così i familiari chiamavano gli amici più intimi Giulia Spizzichino, ebrea romana, segnata dalle deportazioni e dalla strage delle Fosse Ardeatine, tragici eventi che le strapparono ben ventisei familiari.
Giulia in tutta la sua vita, che si è conclusa il 13 dicembre del 2016 a 90 anni, è stata proprio come quella farfalla che sbatte forsennatamente le ali, senza riuscire a trovare pace e un luogo dove posarsi. La retata al Ghetto di Roma, il 16 ottobre 1943: Giulia aveva diciassette anni e fu testimone degli arresti del nonno, degli zii e dei cugini. E poi i giorni terribili delle persecuzioni e delle fughe con la sua famiglia fino alla prima metà del ’44. Quando la guerra finì, fu impossibile dimenticare. Impossibile vivere un’adolescenza spensierata: i balli, le amiche, i primi amori. Impossibile anche più avanti negli anni amare davvero un uomo fino in fondo, costruire con lui una famiglia.
Mezzo secolo più tardi, i fantasmi di un passato mai dimenticato torneranno a chiederle giustizia. Sarà chiamata a partire per l’Argentina. Un viaggio per ottenere l’estradizione di Erich Priebke, il boia della strage delle Fosse Ardeatine. È il maggio 1994: la missione di Giulia riesce. Ma è solo la prima tappa di un’altra lunga storia, quella del processo a Priebke. E Giulia troverà la forza di testimoniare, nonostante il dolore sopito per decenni, per una necessità: alimentare la Memoria affinché non si ripeta mai più l’orrore della Shoah, capace di spazzare via in un colpo solo tre generazioni di uomini e donne della sua famiglia.
1994: Giulia Spizzichino, vede scorrere la foto della mamma, morta da poco, in un filmato in onda nel corso di un programma Rai “Combat Film”. La madre, in quelle immagini di repertorio, stava riconoscendo le salme dei suoi parenti uccisi nell’eccidio delle Fosse Ardeatine del marzo ‘44 attraverso i pezzetti di stoffa dei loro vestiti, tanto erano aggrovigliati e irriconoscibili i corpi di tutte le vittime. Giulia pochi giorni dopo si convince con difficoltà a presentarsi nello stesso studio televisivo, riaprendo una voragine del suo passato. Ricorda tutto. Piange. Dice che non può esserci perdono, ma che deve esserci giustizia.
La contatta allora l’avvocato Restelli, rappresentante della Comunità ebraica romana : le autorità italiane stanno chiedendo l’estradizione dall’Argentina di Erich Priebke, il criminale nazista che aveva eseguito l’ordine di fucilazione alle Fosse Ardeatine. Restelli, nonostante l’iniziale reticenza di Giulia, la convince a partire con lui per Bariloche, la cittadina andina dove Priebke si è ricostruito una vita, nell’intento di mobilitare l’opinione pubblica in favore dell’estradizione.
A Bariloche Giulia trova inaspettatamente una sorellanza che le dà una forza che non pensava di avere: è quella delle Madri di Plaza de Mayo, l’associazione che riunisce le madri dei desaparesidos.Solo grazie all’amicizia speciale che instaura con Elena, una di queste madri, Giulia ritrova il coraggio di reagire e si fa portavoce dell’istanza di giustizia in un discorso pubblico a Buenos Aires che smuove gli animi: “Perché le vittime sono tutte uguali, come lo sono i carnefici”.
A Bariloche, la sua protesta arriva fino a pochi metri dall’abitazione del boia. Ma non è qui che Giulia si confronta direttamente con lui. Lo fa a Roma, durante il processo che finalmente inizia e durante il quale Giulia decide di aprire ancora una volta la ferita che si porta dentro da sempre, testimoniando….













Elena Sofia Ricci
Giulia Spizzichino
Massimo Wertmüller
Umberto
Jürgen Heinrich
Priebke
Marco
Josafat Vagni
Fulvio Pepe
Avv. Franco Restelli
Mariangeles Torres
Elena Sabatini
Silvia Cohen
Rosetta Stame
Loris Loddi
Roberto Lordi
Tony Laudadio
Antonio Intelisano
Lucio Patanè
Presidente Quistelli
Mario Pirrello
Avvocato di Priebke
Chiara Cavalieri
Ester
Regia
Kiko Rosati
Soggetto
Mauro Caporiccio
Sceneggiatura
Mauro Caporiccio, Andrea Porporati
con la collaborazione di Maria Porporati
Direttore della fotografia
Claudio Cofrancesco
Scenografia
Massimiliano Sturiale
Costumi
Sara Fanelli
Montaggio
Danilo Perticara
Musiche
Giuliano Taviani e Carmelo Travia
Edizioni musicali
Didyme Records
Casting
Elisabetta Curcio
Aiuto regia
Saverio Di Biagio
Fonico
Alberto Amato
Edizione
Fabio Volpentesta
Organizzatore di produzione
Cristiano Luciani
Produttore esecutivo
Antonio Alessi
Produttori RAI
Marta Aceto, Carla Di Tommaso
Prodotto da Matteo Levi (a.p.a)














